Emanuela Sebastiani


Emanuela Sebastiani vive e lavora a Courmayeur. Ha svolto ricerca presso l’Università d’Edimburgo sulla letteratura postcoloniale. I suoi interessi si concentrano negli ambiti della scrittura e della traduzione letteraria. La novella Il Bosco è apparsa per il Filo nel 2003. È un’appassionata di montagna, in ogni sua declinazione.

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Membro onorario del Ladies’ Alpine Club, donna coraggiosa e con un grande senso di umanità, Una ha lasciato traccia di sé e delle sue esplorazioni nei diari scritti e illustrati di prima mano - qui per la prima volta tradotti in italiano - emozioni uniche, espressioni di una sensibiltà non comune, che trasferiva nel piccolo taccuino che portava sempre con sé insieme alla pipa di cui era accanita fumatrice.
Miss Cameron scelse come patria d’elezione Courmayeur da cui provenivano anche Edouard Bareux e Elisée Croux con cui condivise gran parte delle sue imprese. Qui si distinse per lo stile anticonvenzionale, precursore degli ideali d’indipendenza femminile del dopoguerra. Ai piedi del Bianco costruì una villa, oggi sede della Fondazione Montagna Sicura, intessendo un legame peculiare, fatto di rispetto e confronto, con le guide alpine e le genti di montagna.

«Tra le ragazze speciali che hanno saputo distinguersi nello strano mondo dell’alpinismo c’è certamente la scozzese Una Cameron, che ha viaggiato in quattro continenti con l’animo dell’esploratrice, ha attraversato con gli sci le Alpi occidentali e ha scalato alcune delle vie più difficili del Monte Bianco negli anni tra le due guerre del Novecento, prima che la tecnologia e il turismo ne addomesticassero i versanti ridimensionando un mito geografico.»     (dalla Prefazione di Enrico Camanni)

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Membro onorario del Ladies’ Alpine Club, donna coraggiosa e con un grande senso di umanità, Una ha lasciato traccia di sé e delle sue esplorazioni nei diari scritti e illustrati di prima mano - qui per la prima volta tradotti in italiano - emozioni uniche, espressioni di una sensibiltà non comune, che trasferiva nel piccolo taccuino che portava sempre con sé insieme alla pipa di cui era accanita fumatrice.
Miss Cameron scelse come patria d’elezione Courmayeur da cui provenivano anche Edouard Bareux e Elisée Croux con cui condivise gran parte delle sue imprese. Qui si distinse per lo stile anticonvenzionale, precursore degli ideali d’indipendenza femminile del dopoguerra. Ai piedi del Bianco costruì una villa, oggi sede della Fondazione Montagna Sicura, intessendo un legame peculiare, fatto di rispetto e confronto, con le guide alpine e le genti di montagna.

«Tra le ragazze speciali che hanno saputo distinguersi nello strano mondo dell’alpinismo c’è certamente la scozzese Una Cameron, che ha viaggiato in quattro continenti con l’animo dell’esploratrice, ha attraversato con gli sci le Alpi occidentali e ha scalato alcune delle vie più difficili del Monte Bianco negli anni tra le due guerre del Novecento, prima che la tecnologia e il turismo ne addomesticassero i versanti ridimensionando un mito geografico.»     (dalla Prefazione di Enrico Camanni)

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