Esther Basile


Filosofa e collaboratrice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli con la passione per la filosofia e la letteratura, è Pass Presidente della Consulta Regionale Femminile della Campania per le Pari Opportunità, dove ha potuto sperimentare le azioni per il miglioramento di condizioni femminili nelle carceri del Sud Italia e lavorare nella Commissione cultura per gli Archivi delle donne. Giornalista, ideatrice e promotrice del Festival della Letteratura e saggistica «Alchimie e Linguaggi di donne» di Narni alla sua VII edizione con il riconoscimento di due Medaglie dal Presidente Giorgio Napolitano.
È Presidente dell’Associazione Culturale Eleonora Pimentel Lopez de Leon, nata in seno all’Istituto Filosofico nel 1996, presente in campo culturale con convegni in Italia e all’estero e promotrice di 15 Scuole Estive di Alta Formazione Filosofica in Umbria, Campania e Abruzzo.
Suoi contributi sono apparsi sulla rivista del Centro Lotario di Milano, su “La Città di Salerno”, è redattrice delle riviste “Napoli News” e “Wolf”. Altre sue pubblicazioni su Joyce sono uscite per il Centro Studi Guido Dorso e altre su Eleonora Pimentel a Lisbona. Ha pubblicato raccolte poetiche (Stalattiti, Boccia anno Fragore di un Sogno, editore e anno, Immagini, Homo scrivens, anno)
Ideatrice e curatrice del progetto “La tela del Mediterraneo”, tiene seminari sulla Cultura e Diritti delle donne nel Mediterraneo da 15 anni presso la Sovrintendenza Archivistica per la Campania e l’Istituto Filosofico.
Fa parte del Comitato dei Diritti Umani di Roma e della Fondazione Basso. È curatrice e ideatrice dei “Quaderni di Narni” per la Memoria del Festival di Narni con l’editore Aldo Putignano e le coautrici Lucia Daga, Maria Stella Rossi e Maria Rosaria Rubulotta, direttrice artistica del festival. Sotto l’egida dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli ha curato la prima edizione del Premio Letterario “L’Iguana” presso il Castello di Prata Sannita, dedicato ad Anna Maria Ortese.
 

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«Rovinosamente timida, si diceva di lei, ma anche intransigente nel pretendere un aiuto, un soccorso immediato: una sigaretta, un chicco di caffè per non disturbare; una matita, almeno quella, per poter scrivere, l’Olivetti è rotta!»    (Renata Prunas)

I luoghi di Anna Maria Ortese sono «fuori dalle mappe geografiche», seguono vie a volte imperscrutabili e indicano passaggi possibili verso la conoscenza. Ma affondano le loro radici nel reale, in quel drammatico quotidiano che reca con sé frammenti di ricordi, pensieri compiuti o immagini giocose, percorre territori conosciuti e visita, con una grande capacità di osservazione, gli angoli più struggenti e veri di un Sud dimenticato dalla civiltà che porta ancora le ferite dell’Italia del Dopoguerra. L’esperienza della rivista “Sud”, il dolore privato e il dolore sociale, le invettive del suo essere donna controcorrente, la militanza giornalistica, l’utopia, l’erranza e la diversità: di questo parlano i luoghi di Anna Maria Ortese, mute presenze attraverso cui si dipana lo stile narrativo di una delle maggiori espressioni del Novecento letterario italiano raccontate in questo libro con i contributi e ricordi di molti scrittori tra cui Dacia Maraini, Renata Prunas, Raffaele La Capria, Marosia Castaldi.

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